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Albergo Diffuso | Tramonti di Sotto

"C’è una Valle il cui nome evoca la corona di monti che la circondano e i meravigliosi colori con i quali il calar del sole dipinge le creste dolomitiche".

 

La Val Tramontina è avamposto incontaminato di una Natura rigogliosa, un luogo di            purezza decantato perfino dai tabloid internazionali come meta privilegiata dei viaggiatori      alla ricerca del wilderness. Dal Lago dei Tramonti (o di Redona), al passo del Monte Rest, la Val Tramontina è infatti un’esuberante alternarsi di paesaggi eccezionali".

 

Visita il situo ufficiale per maggiori informazioni www.valtramontina.it

 

La Val Tramontina, molto interessante dal punto di vista storico-ambientale, offre, nel Comune di Tramonti di Sotto e non solo, numerose testimonianze di architettura rurale: sono infatti notevoli le tipologie edilizie dei tanti insediamenti umani che un tempo popolavano le nostre montagne.

Affascinanti esempi sono le antiche borgate abbandonate: Palcoda, San Vincenzo, Tamar  (solo per citarne alcune), mete di escursioni naturalistiche per chi ama e rispetta l’ambiente.

 

Lungo la SR 552, all’altezza del Ponte Chiarzò il bivio conduce a Campone; non è un paese ma un insieme di borgate tutte in bella esposizione meridionale, una caratteristica comune laddove gli spazi per costruire erano limitati al fondovalle o su ripiani naturali. I piccoli insediamenti sparsi di Zanon, Sghittosa di Sopra e di Sotto, sulle pendici del Monte Celant, gli altri ubicati alla base del Monte Rossa e lungo il Rio La Fous (Barzanai, Pagnàc, Brandolìn, Cleva di Sotto e di Sopra, Belòz, Pala, Zulian, Sclàf, Sialìn, Valènt e Sgualdìn), insieme al centro maggiore posto a lato del torrente, ma anch’esso formato da più gruppi di case (Campone vero e proprio, Grisa, Martìn, Sàcchiaz e Gai), si sono sviluppati come nuclei permanenti solo dopo il 1647, adeguando gli stavoli destinati all’uso stagionale. Dopo una fase di espansione demografica che raggiunse l’apice nei primi anni del ’900 e che portò quasi al collasso il rapporto fra l’uomo e l’ambiente naturale, l’emigrazione causò lo spopolamento della vallata. Oggi Campone riesce ancora a “essere” solo d’estate, quando il sole è alto e oltrepassa ogni orlo alberato, o durante i giorni delle Feste grandi, quando si aprono quelle che oramai sono le seconde case. La “migrazione” storica dell’uomo in Val Chiarzò è stata però anticipata da quella preistorica del suo torrente. La valle entro cui scorre oggi il rio fino al lago dei Tramonti compie un evidente angolo retto proprio presso Campone. Fino al Quaternario invece il paleo- Chiarzò proseguiva diritto e a testimoniarlo sono i conglomerati cementati della Forchia di Meduno. A Campone si può visitare un antico mulino con ruota di legno, risalente al XVII secolo, oramai fermo nei suoi vecchi meccanismi alimentati da una roggia derivata dal torrente Chiarzò. Nelle vicinanze si trova anche una grotta, la Fous di Campone, alla quale compete un bacino idrografico valutato in 18 km2: la cavità, chiamata anche Bus de Castigo, si apre a lato strada 1,5 km prima del borgo e ha uno sviluppo noto di oltre 2500 m, sub-orizzontale ma con numerosi tratti a sifone; a esclusione dell’ingresso alla primasala con laghetto è esplorabile solo da speleologi e speleo-subacquei.

 

Ritornando lungo la SR, proseguendo si giunge a Tramonti di Sotto.

Posto su un terrazzo alluvionale della Val Meduna, Tramonti di Sotto (Vil di Zot) è un piccolo centro caratteristico per l’architetturadi tipo rurale prealpino che con semplicità ed eleganza si traduce anche in archi sasso a vista. E’ uno dei tre nuclei principali della Valtramontina , capoluogo del Comune che, oltre a  Campone (Cjampon), comprende le frazioni di Tramonti di Mezzo (Vil di Miec), Tridis (Tridas), Pecol, Moschiasinis (Moscjasìnas) e Faidona.

Nel capoluogo, da vedere la Pieve di Santa Maria Maggiore, splendido esempio di edificio sacro della fine del Quattrocento, costruito su una struttura preesistente. La chiesa conserva nel coro, la cui volta è interamente affrescata, uno dei più interessanti cicli di affreschi della pedemontana pordenonese attribuiti a Giampietro da Spilimbergo e databili ai primi del XVI secolo. La struttura è composta da piccole volte  a vela, suddivise da costoloni che creano delle forme romboidali.

Nell’abside, dietro l’altare maggiore, una pregevole Crocifissione con, sullo sfondo, i tre paesi della Val Tramontina.Inoltre si possono ammirare la balaustra con 4 angioletti reggicandele, opera dei tagliapietra medunesi, e, in una nicchia laterale, le tre statue dei santi recuperate recentemente dalla chiesetta di Pàlcoda, borgata abbandonata negli anni trenta. Nei pressi  della Pieve è venuto alla luce un interessante sepolcreto del quale si è riusciti a salvare e studiare una sepoltura del VII sec.

 

Altro elemento architettonico, di lontana origine altomedioevale, erano i portici presenti fino al 1976 soprattutto a Tramonti di Mezzo. Essi rappresentavano l’unico accesso alle corti attorno alle quali erano disposte le abitazioni; non erano sede di botteghe o laboratori come altrove, ma avevano unicamente funzione di passaggio. Dopo il sisma sono stati restaurati alcuni interessanti edifici, classificati dalla Regione Friuli Venezia Giulia come “beni ambientali”.

A Tramonti di Mezzo si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate nella quale vi sono statue bronzee dello Strazzabosco e altre opere moderne come la Via Crucis di G. Magris. Notevoli l’aspetto esterno della chiesa con pietra a vista, il sagrato di recente restauro e il campanile, ricostruito uguale al precedente dopo il sisma del 1976, grazie alla generosità di un imprenditore originario del luogo.

 

Lungo la SR 552, in (direzione Tramonti di Sopra) vi è l’accesso a “Località Sottoriva” dov’ è operativa un’area che costeggia il Meduna, ricca di abeti e pini, attrezzata come area Sosta Camper, pic-nic e giochi all’aperto.

 

Particolare attenzione meritano alcuni prodotti gastronomici, diffusi un tempo nella nostra vallata, oggi recuperati  da un’attenta ricerca delle origini ed assunti a prodotti tipici: la pitina, i formaggi “salat” e “dal cit”, il pistum…

 

La locale Pro Loco è da anni impegnata nella ricerca e nella promozione delle proprie tradizioni: oltre  alla realizzazione di numerose iniziative estive, il cui programma è caratterizzato da un “tema-guida”, che fa da sfondo alle varie proposte (antichi mestieri,la vecchia casa tramontina, usi e costumi…) l’impegno dell’Associazione si traduce anche in un  programma annuale che, per molti aspetti, sviluppa  progetti comuni con la Pro di Tramonti di Sopra.

 

 

Borgo Tamar Loc Mulin dal Bidol Corte Via Manzoni - Tramonti di Sotto Pieve Santa Maria Maggiore a Tramonti di Sotto
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